Turismo culturale
Turismo Cultural

Turismo Culturale

Il Messico possiede 150 aree archeologiche aperte al pubblico, 29.000 siti archeologici identificati si trovano sostanzialmente in cinque zone del Messico, situate nella parte meridionale del paese.

Destinazioni di turismo culturale

ARCHEOLOGIA



Pianura centrale: include gli stati di Messico, Hidalgo, Tlaxcala, Puebla, Morelos, ed il Distretto Federale (Città del Messico), con siti come Tenochtitlán, Tula, Cuicuilco, Teotihuacan, Cholula, Cantona, Xochitecatl e Cacaxtla.

Tenochtitlán, la capitale azteca, fu costruita sopra l’attuale Distrito Federal, in isolotti situati all’interno di uno dei laghi poco profondi che all’epoca coprivano la maggior parte della Valle del Messico.

Gi aztechi hanno ampliato e consolidato i terreni per l’edificazione, unendoli con le rive del lago tramite tre ampie vie maestre e acquedotti che conducevano l’acqua pura alla città. Diversi canali attraversavano la capitale azteca, e su di essi transitavano migliaia di canoe. Nel centro della città si trovava il recinto sacro, formato da decine di templi e palazzi, tra i quali si ergeva il Templo Mayor.

La città era divisa in quartieri, chiamati calpulli, i cui abitanti vivevano dei prodotti delle loro terre.

Il sito archeologico di Tula si trova a 80 km al nord del Distrito Federal. Si ritiene sia stata la capitale del popolo tolteca.

Malgrado l’utilizzo, da parte dei toltechi, di diversi elementi architettonici che hanno prevalso nella regione, il loro maggior apporto fu un concetto riferito allo “spazio interiore”, in quanto furono in grado di concepire grandi saloni i cui tetti erano sostenuti da colonnati, fino a quel momento sconosciuti in Mesoamerica.

Cuicuilco si trova a sud-ovest di Città del Messico, e la sua principale attrazione archeologica è una piramide circolare a gradoni di circa 150 metri di diametro.

Teotihuacán, “La città degli Dei”, situata a circa 50 km a nord-ovest di Città del Messico nel cuore della zona conosciuta come l’Altipiano centrale, è stata considerata uno dei siti più importanti dell’America Centrale durante il periodo classico, e modello per le culture che hanno abitato la regioni nei secoli successivi.




Stato di Oaxaca: qui si trovano luoghi come Monte Albán, Mitla e Yagui.

Monte Albán ha le sue origini tra il 700 ed il 500 A.C., ma i primi insediamenti umani erano già arrivati nella Valle di Oaxaca secoli prima. Il principale gruppo etnico che si introdusse in questa zona fu il predecessore diretto dei zapotechi.

Monte Albán fu costruito su un altipiano artificiale, dove si trova la cosiddetta Gran Plaza. Agli estremi di questo luogo si trovano due piattaforme, la sud e la nord. Quest’ultima è la più importante, per via del suo cortile e del portico, dal quale si può apprezzare la vista che domina completamente la Gran Plaza.

Oltre ad essere la principale città degli zapotechi, Monte Albán fu anche una necropoli, i cui sepolcri erano provvisti di anticamere affrescate.

Data la posizione elevata e l’equilibrio ordinato delle sue edificazioni, questa città esemplifica una delle più importanti caratteristiche dell’urbanistica mesoamericana, che è il dominio dei grandi spazi aperti, con l’ausilio di scalinate, piattaforme e basamenti. La costruzione della città fu a carico degli zapotechi.

Dopo Monte Albán, Mitla è il principale centro cerimoniale di questa zona. Benché abitata sin dall’epoca classica ( dal 100 al 650 DC), non ha raggiunto il suo apogeo fino al periodo postclassico (750 a 1521 DC).

La maggior attrazione di questa zona archeologica è senza dubbio la variata decorazione dei suoi edifici, realizzata con il sistema di greche che la distingue da quelle del resto del paese.

Costa del Golfo: Composta dai siti di El Tajín, La Venta, Comalcalco, Tres Zapotes, El Pital, Zempoala o La Mesa, tutti situati tra gli stati di Veracruz e Tabasco.

L’architettura di El Tajín nello stato di Veracruz si distingue dall’abile utilizzo di un elemento architettonico conosciuto come “nicho” che si trova disposto in diversi modi negli edifici della zona. I nichos posso essere di molteplici forme.
Questo sito fu costruito nella parte inferiore degli argini fluviali della Sierra Papanteca. Due canyon hanno determinato l’espansione in direzione nord-sud della parete centrale dell’insediamento preispanico. Il nucleo dell’antica città, l’attuale zona aperta al pubblico può dividersi in cinque parti che corrispondono ad altrettanti livelli altimetrici: il Gruppo Plaza del Arroyo, la Zona Central, la Gran Xicalcoliuhqui, il Tajín Chico e il Conjunto de las Columnas.


La zona archeologica di La Venta nello stato di Tabasco, situata a 49 km di Coatzalcoalcos, Veracruz e a 128 km della città di Villahermosa, Tabasco, rappresenta uno degli apogei della civiltà Olmeca. Questa antica città si distingue per essere il primo tracciato architettonico pianificato dell’antico Messico.

Fu costruita su di una elevazione naturale che si trova venti metri sopra la pianura costiera che la circonda. Nel tracciato architettonico di questa città di trovano costruzioni con funzioni religioso - cerimoniali e civico - amministrative.

Una delle sue principali attrazioni sono le sue colossali sculture: dal peso di circa 20 tonnellate, rappresentano volti con tratti africani e infantili, figure di animali e altari.

Comalcalco è un centro civico e religioso del periodo classico Maya (secoli I AC a IX DC), il cui tratto distintivo è l’uso, nella costruzione, di mattoni di terracotta. Questa caratteristica si manifesta nei complessi architettonici che integrano la grande acropoli, la piazza nord e l’acropoli est, così come nei mascheroni e in altri fregi esposti nel museo locale. Le strutture di Comalcalco, assimilabili ad alcune di quelle di Palenque, restano le più sorprendenti dell’area. Questo sito si trova a 67 km dalla capitale dello stato del Tabasco, Villahermosa.

Tres Zapotes è ritenuto uno dei siti archeologici più importanti della pianura costiera del Golfo del Messico, in quanto è una delle poche testimonianze della transizione tra la cultura Olmeca e la cultura Classica di Veracruz. Le colossali teste, “Loma Camila”, “Loma Larga” sono le sue principali attrazioni.


Stato del Chiapas: La regione, attraversata dal fiume Usumacinta e dai suoi affluenti, era divisa in varie città-stato, tra le quali Palenque, Toniná e Yaxchilán.

La città archeologica di Palenque si trova nella Sierra de Chiapas. Si tratta della regione più umida del Messico, e una delle più piovose del mondo, il che spiega l’esuberante vegetazione. La zona archeologica si trova a 8 km dalla cittadine di Santo Domingo de Palenque.

Palenque si avvicina al limite occidentale dell’area Maya, e il suo sviluppo, così come quello degli altri centri della regione dell’Usumacinta, si situa nel periodo Tardo Classico (dal VII al IX secolo).

La sua zona archeologica fu adattata molto bene all’accidentata configurazione del terreno. Troneggia il recinto cerimoniale su una gran piattaforma artificiale, il cosiddetto “Palazzo”, con la sua torre e le sue gallerie aperte all’esterno. Tra le sue strutture più importanti si annovera il Templo de las Inscripciones, per i ritrovamenti effettuati al suo interno, in quanto il Templo cela la tomba del Re Pa’Kall.


Toniná è un’enorme montagna artificiale costruita su una piccola cordigliera naturale di argilla al nord della valle di Ocosingo, vicino Palenque e San Cristobal de las Casas. La zona fu coperta con sette enormi piattaforme di pietra sulle quali si costruirono templi e palazzi, formando un labirinto monumentale di più di 70 metri di altezza. Toniná, pur rappresentando la tradizione scultorea di tratti Maya, ha una particolarità propria: i suoi magnifici altorilievi in pietra e stucco.

Yaxchilán è il prototipo di una città persa nella giungla; situata al margine sinistro del fiume Usumacinta, si trova a più di 10 metri del suo livello medio, nella Selva Lacandona. La sua origine risale a circa duemila anni, quando un gruppo di uomini si stabilì formando un villaggio che, con il passare dei secoli, si trasformò in una delle città più belle della valle dell’Usumacinta., raggiungendo il suo massimo splendore tra il 550 ed il 900 DC.



La Penisola dello Yucatán: Comprende gli stati di Campeche, Yucatán e Quintana Roo, e siti come Calakmul, Chichén Itzá, Uxmal Sayil, Kabah, Labná, Edzná, Tulúm, Xel-Há o Cobá.

Mérida, la capitale dello stato de Yucatán si trova a 30 km ad est della costa con il Golfo del Messico, il che la rende un’ottima base per l’esplorazione dei sorprendenti tesori Maya, ma anche una meta affascinante di per sé.

Numerosi musei e mercati riportano in vita la meravigliosa ed affascinante cultura Maya della regione, mentre intorno alla città si trovano alcuni dei siti con i resti archeologici più importanti del mondo. Le città di Chichén Itzá, Uxmal, Sayil, Kabah, Labná e Edzná si trovano tutte in un raggio di 160 k da Mérida.




Chichén Itzá è uno dei siti archeologici più grandi e meglio conservati del Messico. È composto da due città, una governata dai Maya tra il VI ed il X secolo; e un’altra Maya- Tolteca, che sorse intorno all’anno 1.000 DC. La maggior parte degli edifici prominenti furono costruiti durante il risorgimento sotto il dominio Tolteca.

Il Castillo mostra la fusione delle influenze Tolteche e Maya ed ha un grande simbolismo cosmologico. La somma dei gradini dei suoi quattro lati più la piattaforma centrale dà 365, i giorni dell’anno solare; altri numeri significativi sono i 52 pannelli, uno per anno del secolo Maya, e le 18 terrazze corrispondenti ai 18 mesi dell’anno religioso. C’è un interessante tempio all’interno del Castillo al quale si può accedere attraverso una stretta scala. L’enorme Gioco della Pelota è il più grande mai scoperto, ed è decorato con splendidi intagli. Nel sito si trovano anche un cenote (pozzo sacro), un osservatorio, il monumentale Tempio dei Guerrieri e il Monastero, oltre a dozzine di splendide sculture.

Durante gli equinozi di primavera e autunno (marzo e settembre), il viaggiatore può assistere ad uno spettacolo impressionante: l’ombra del sole forma un enorme corpo di serpente che sembra scendere dalla facciata principale della piramide conosciuta come “Il Castillo”.
Uxmal è una della prove delle conoscenze architettoniche e della raffinatezza dei Maya. Il suo nome significa “costruita tre volte”, e dà un’idea delle multiple fasi dello sviluppo della città. Il sito si caratterizza per le sue linee ampie e simmetriche e per i suoi esempi dell’ornamentale stile “Puuc”, riconoscibile dalle decorazioni geometriche di mosaico di pietra sui fregi delle facciate. Tutto il sito è stato restaurato magistralmente.
Vicino a Uxmal si trovano i siti di Sayil, Kabah e Labná, noti anch’essi per lo stile “Puuc”.
Campeche, situata nella parte occidentale della Penisola, è un porto carico di storia navale, architettura barocca spagnola e bellezza storica.
A 60 km dalla capitale dello stato si può lanciare uno sguardo su Edzná, uno dei più importanti siti archeologici dello stato. Le sue rovine si estendono su di una superficie di più di due chilometri. La piazza centrale, templi di pietra, maschere di gesso, un Gioco della Pelota, un anfiteatro e un complesso sistema di canali acquatici rendono il sito uno dei luoghi antichi più sviluppati del Messico.
Un altro sito rilevante è Calakmul, che il 27 giugno 2002 è stato dichiarato dal Consiglio Generale dell’UNESCO “Patrimonio Culturale dell’Umanità”. Calakmul è un esempio di spicco di una tappa significativa negli insediamenti umani. Capitale Maya abitata per 12 secoli, città preispanica piantata nel cuore della giungla del sud dello Stato, Calakmul offre una serie di monumenti eccezionalmente preservati, esempi straordinari della cultura Maya.
Tulúm è stato uno dei primi siti ad essere registrati e conosciuti dal pubblico. Gli edifici attualmente visibili a Tulúm fanno tutti parte dell’ultimo periodo di occupazione preispanica della Penisola dello Yucatán: il medio-tardo postclassico ( 1200-1550 DC)
Il visitatore potrà vedere gli edifici che a loro tempo costituivano il nucleo principale (cerimoniale e politico) della città, maestosamente delimitati dalla muraglia più famosa del mondo Maya. Questa muraglia circonda il complesso principale sui lati nord, sud e ovest, mentre la porzione orientale si affaccia direttamente sui Caraibi. La muraglia è inoltre attrezzata con cinque accessi e due torri di osservazione, che indicano il livello di controllo che si esercitava allora su chiunque desiderasse entrare nell’area.
Nella porzione centrale del sito si trovano gli edifici principali, delimitati da una seconda muraglia interna; la maggior parte di essi avevano funzioni cerimoniali. Tra questi, quello che maggiormente richiama l’attenzione è il Castillo, per le sue dimensioni, la sua ubicazione, e l’originale facciata del tempio.
Infine, non bisogna dimenticare l’area della spiaggia, dove sicuramente avranno attraccato le navi Maya dedite al commercio intorno alla penisola, e che oggi costituisce l’area maggiormente visitata dell’insediamento archeologico.



Xel-Há è ubicato in una località ideale per lo svolgimento di attività portuali. Il sito archeologico si trova a 16 chilometri al nord di Tulúm, Attenzione a non confonderlo con il Parco Xel-Há!

Nel sito, oltre alle bellezze naturali, si trova un insediamento preispanico la cui popolazione ha saputo non solo sfruttare le innumerevoli risorse del suo ambiente, ma anche usare a suo beneficio le peculiarità naturali dell’area, come le grotte e i cenotes.

Cobá si trova a 47 km di Tulúm. La città è strutturata in gruppi architettonici, relazionati sia alla sua cronologia che alla sua funzione urbana: alcuni sono prettamente residenziali, come il Gruppo Cobá, mentre altri, come il Gruppo Macanxoc, hanno funzioni cerimoniali e funebri.
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Città Coloniali

Destinazioni di Città Coloniali



Nel centro del Messico, nella regione conosciuta come “el Bajío”, il turista può tornare indietro nel tempo e rivivere lo sviluppo, grazie ad alcune delle miniere di argento più ricche del mondo, di città coloniali di grande bellezza, che mostrano sui loro edifici lo splendore di quel momento storico.

Questo percorso, che permette di scoprire come questo paese sia stato capace di integrare la sua cultura con quella dei colonizzatori in arrivo sulle terre messicane, si può iniziare proprio da Città del Messico, e proseguire con, tra gli altri, Aguascalientes, Guanajuato, San Miguel de Allende, San Cristóbal de las Casas, Pátzcuaro e Mérida.

Città del Messico è il miglior esponente della ricchezza storica e culturale del paese. Lì convivono templi aztechi, chiese barocche e moderni centri finanziari. Poche città latinoamericane possono offrire una storia talmente estesa e interessante: risale al periodo precolombiano, quando era conosciuta come Tenochtitlán. Si tratta di una città che vive gli inizi del XXI secolo con la fiducia e la serenità che le danno il suo antico e movimentato passato.

A circa 240 km di Città del Messico, si trova Querétaro, luogo che ha avuto un ruolo fondamentale nel processo di indipendenza del Messico e nel quale è stata redatta la Costituzione. Però questo non è l’unico vestigio della storia di questa città. La presenza viva del passato si riflette nelle sue strade selciate, nei suoi palazzi con balconate di ferro battuto e nelle sue chiese barocche.
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Vicino Querétaro, nello stato di Guanajuato si trova la piccola città di San Miguel de Allende, la cui parte antica costituisce nel suo insieme un Monumento Nazionale. La tranquillità che vi si respira, la bellezza della regione che circonda la cittadina, e le testimonianze della storia hanno trasformato San Miguel de Allende nel rifugio di numerosi artisti, che formano una delle colonie più numerose del paese. Non stupisce quindi l’invidiabile offerta culturale di questa cittadina: mostre, concerti, teatro, feste tradizionali, spettacoli di strada… c’è sempre qualche evento da scoprire a San Miguel de Allende!

Ritenuta una delle cittadine più pittoresche del Messico, Taxco offre il magico fascino delle sue stradine ciottolate, i suoi edifici coloniali e le sue case dalle pareti bianche con i tetti di tegole rosse. Da non perdere l’incomparabile bellezza della Cattedrale di Santa Prisca, uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura barocca del Messico, le case di Humboldt e Borda, nonché i Musei di Arte coloniale e dell’Argento, dove si possono ammirare incredibili oggetti (gioielli, utensili e accessori) di argento, asse portante dell’economia locale, tutti realizzati a partire dalle tecniche orafi ereditate dall’orafo Statunitense William Spratling, figlio adottivo di questa cittadina.

Nei paraggi di Taxco si possono scoprire scenari naturali mozzafiato, come le Grotte di Cacahuamilpa, ideali per la speleologia, o il Parco Nazionale Alejandro Humboldt, dove si trovano abbondanti boschi di conifere dove fare lunghe passeggiate. Al ritorno, ci si può sfamare in uno dei numerosi ristoranti tipici di Taxco provando il tipico “Pozole”, o proseguire la passeggiata nelle stradine elegantemente illuminate per poi tirar tardi in uno dei divesi bar e locali che si trovano nella zona Sud della città.

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Morelia offre un’ambiente di cordialità e fraternità che si manifesta tramite la ricca ed elegante eredità architettonica del suo Centro Storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, dove risaltano monumenti in stile coloniale come il Palazzo Nazionale o la Cattedrale, edificio barocco di pietra rosa. La sua cultura è viva oggi più che mai, grazie agli importanti eventi come il Festival Internazionale del Cinema o il Festival Internazionale di Musica.

Guanajuato è un’altra della città coloniali che bisogna visitare. Oltre ai suoi vicoli sotterranei e alle strette viuzze si possono contemplare palazzi con balconi in ferro battuto, chiese barocche e luoghi storici come la casa di Diego Rivera, la Alhóndiga de Granaditas. Tutti questi posti raccontano il passato splendore della città che sfruttò une delle miniere di argento più ricche del mondo.

Il viaggio prosegue verso nord, a San Luis Potosí. Il centro di questa città è un autentico museo dell’architettura coloniale. La ricchezza del suo passato si riflette nelle sue piazze: de Armas, del Carmen, de San Francisco e de los Fundadores, così come nelle sue chiese, musei e palazzi.

A Zacatecas, tappa successiva del Cammino delle Città Coloniali, il viaggiatore può visitare la chiesa barocca più bella del Messico, la Cattedrale, con la sua indimenticabile facciata di pietra rosa. Inoltre, la parte antica della città è un labirinto di stradine che offre al turista una prospettiva diversa in ogni angolo. Coloro che desiderano godere di una vista panoramica della città non possono non salire al Cerro de la Bufa. Coloro che preferiscono esplorarla sul terreno possono passeggiare per la città, fermandosi nei negozi di artigianato o nelle terrazze dei caffé.

Con 430 anni di storia, Aguascalientes è un mosaico di antichi quartieri, templi, piazze, giardini, monumenti architettonici, edifici moderni, musei, plazas de toros e bagni termali. A questi si aggiungono i numerosi eventi tradizionali come il “Festival dei teschi” o la Festa Nazionale di San Marcos, una delle migliori e più antiche mostre del folclore e della cultura della regione, con le sue esposizioni artistiche, eventi cultrali, balli e combattimenti di galli, per rendere Aguascalientes una città dalle mille attrazioni.

Uno degli aspetti più affascinanti della città è senza dubbio la visita ai suoi cinque quartieri tipici: La Estación, La Salud, El Encino, Guadalupe e San Marcos, ognuno con una storia ricca e originale carica di religiosità e un’architettura barocca che non lascia mai indifferenti, così come lasciano a bocca aperta i Templi di Aguascalientes, come quello di San Diego e quello di Nuestra Señora del Rosario, o la Cattedrale Basilica nel Centro Storico, vero e proprio invito a percepire lo splendore religioso che ha permeato il periodo coloniale

Lungo il viaggio, il visitatore potrà dormire negli alberghi che occupano antichi palazzi coloniali, conventi o mansioni. In questo modo, potrà sentire e vivere in prima persona il peso della storia. Sono anche numerose le botteghe di artigianato, dove il turista troverà gioielli d’ oro, ceramica, tessuti e scarpe.